Regia di Francesca Comencini e Alba Rohrwacher
Una produzione CSC - Centro Sperimentale di Cinematografia e Rai Cinema
Prendere Shakespeare, metterlo nelle mani di un gruppo di ventenni e vedere cosa succede. È cominciato così Il sogno, il progetto nato al Centro Sperimentale di Cinematografia dall’incontro tra Alba Rohrwacher, Francesca Comencini e gli allievi e le allieve del terzo anno della Scuola Nazionale di Cinema. Un laboratorio diventato poi un film di circa quaranta minuti, prodotto dal CSC in collaborazione con Rai Cinema e presentato alle Giornate degli Autori della Mostra del Cinema di Venezia. Il punto di partenza è Sogno di una notte d’estate, nella traduzione italiana di Patrizia Cavalli. Ma di Shakespeare, Comencini e Rohrwacher scelgono un territorio preciso: le scene degli innamorati. Desiderio, rifiuto, gelosia, attrazione, possesso. Sentimenti vecchi di quattro secoli affidati a ragazzi e ragazze che hanno più o meno l’età dei personaggi che interpretano. L’obiettivo non era attualizzare il testo, ma capire quanto quel testo fosse già contemporaneo. E lasciare che fossero i ragazzi a scoprirlo.
Regia di Francesca Comencini e Alba Rohrwacher
Una produzione CSC - Centro Sperimentale di Cinematografia e Rai Cinema
Prendere Shakespeare, metterlo nelle mani di un gruppo di ventenni e vedere cosa succede. È cominciato così Il sogno, il progetto nato al Centro Sperimentale di Cinematografia dall’incontro tra Alba Rohrwacher, Francesca Comencini e gli allievi e le allieve del terzo anno della Scuola Nazionale di Cinema. Un laboratorio diventato poi un film di circa quaranta minuti, prodotto dal CSC in collaborazione con Rai Cinema e presentato alle Giornate degli Autori della Mostra del Cinema di Venezia. Il punto di partenza è Sogno di una notte d’estate, nella traduzione italiana di Patrizia Cavalli. Ma di Shakespeare, Comencini e Rohrwacher scelgono un territorio preciso: le scene degli innamorati. Desiderio, rifiuto, gelosia, attrazione, possesso. Sentimenti vecchi di quattro secoli affidati a ragazzi e ragazze che hanno più o meno l’età dei personaggi che interpretano. L’obiettivo non era attualizzare il testo, ma capire quanto quel testo fosse già contemporaneo. E lasciare che fossero i ragazzi a scoprirlo.